Scalinata antica


IL CASTELLO DI DOMAGNANO

Prima dell’annessione del Castello di Serravalle Domagnano era, con la sua località denominata Chiusura, la parte più settentrionale della Repubblica.
Il castello si estende per quasi 7 Km quadrati. Confina con i Castelli di Faetano, Borgo Maggiore e Serravalle e con il comune di Coriano in provincia di Rimini.

Curazie: Cà Giannino, Fiorentina, Piandivello, Spaccio Giannoni, Torraccia





Il suo nome potrebbe derivare sia dal latino Domenianus (fondo padronale) che da Omagnano (magnani erano i fabbri che lavoravano i metalli). Era già abitato in passato come testimoniato dai resti archeologici rinvenuti, monete romane e monili longobardi. Le prime notizie certe di questa comunità risalgono al 1253.

Il suo territorio comprende due delle dieci Gualdarie in cui era suddivisa la Repubblica secondo gli Statuti del Trecento: l’ottava, Omagnano, e la settima che era detta Sterpeto e Piandavello. Da Sterpeto proveniva il primo dei due Capitani Reggenti di cui si abbia notizia, Filippo da Sterpeto che assunse al sommo scranno nel 1243 con Oddone Scaritto. In seguito all’ occupazione sammarinese dei Castelli di Serravalle, Faetano, Montegiardino e Fiorentino nel 1463, Domagnano ingrandì il suo territorio annettendo il Castello di Monte Lupo. Il castello, denominato dai sammarinesi Torraccia, fu distrutto subito dopo l’occupazione. In origine era una antica torre di età longobarda di importanza strategica trasformata dai Malatesta, con una fortificazione, in castello. Le strutture presenti sul territorio sono le scuole cittadine, la moderna sala del castello, un centro sportivo, in località Torraccia si trova un aeroporto in terra battuta per il decollo-atterraggio di elicotteri, aerei ultraleggeri eaerei a decollo corto.



Restano solo poche tracce della Torraccia sui cui ruderi è stata costruita una chiesetta dedicata alla Beata Vergine della Misericordia, progettata nel 1962 dall’ingegnere sammarinese Gilberto Rossini. Nel 1892/93 fu trovato il Tesoro di Domagnano in gran parte conservato al British Museum di Londra.
Nei primi anni del 500 d.C. la presenza gotica nella zona di San Leo e San Marino divenne sempre più rilevante. La posizione strategica era ottima in quando si controllava il traffico della valle in particolare verso Ravenna e Roma, attraverso la valle del Tevere. La presenza di queste popolazioni è testimoniata dal ritrovamento di un principesco corredo funerario rinvenuto a Domagnano. Nel 1892 durante i lavori presso il podere Lagucci vennero trovati dei gioielli. Purtroppo il proprietario del fondo resosi conto del valore del rinvenimento decise di venderli ad un commerciante milanese. I pezzi separati e smembrati vennero venduti a privati ed antiquari.



Il tesoro è stato riunito per la prima volta in occasione di una prestigiosa mostra chiamata "I Goti a San Marino". Si è potuto capire che si trattava del corredo funerario di una nobildonna ostrogota, i pezzi erano l'esempio di un arte orafa molto raffinata, si trattava di orecchini, uno spillone, una fibula con due aquile, fibbie di una borsa. I gioielli sono stati costruiti con la tecnica detta "en cloisennè", cioè a cellette geometriche nelle quali si incastonano le pietre preziose.
In origine il Castello era stato chiamato Montelupo e lo stemma riprende tale nome. E’ costituito dal disegno dei resti di una antica torre (probabilmente la Torraccia) sulla cima di un monte con in primo piano l’immagine di un lupo.

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