Scalinata antica


IL CASTELLO DI SERRAVALLE

Il castello di Serravalle confina con i Castelli di Domagnano e Borgo Maggiore e con i comuni della provincia di Rimini di Verucchio, Rimini e Coriano. Si estende per circa 10 km quadrati ed è il castello più abitato di San Marino. Le sue curazie sono: Cà Ragni – Cinque Vie – Dogana – Falciano – Lesignano – Ponte Mellini – Rovereta – Valgiurata.





In origine il Castello si chiamava Olnano, cioè paese degli olmi o degli orni (frassini) che in passato erano numerosi per la presenza del torrente Ausa. Il nome attuale deriva probabilmente da un antico diploma di Ottone che nel 962 definiva il borgo Serravallum cioè luogo che si trova fra i monti e le valli.
Nel 1114 questo Castello apparteneva alla Chiesa Riminese, quindi passò a Berardo da Maiolo, al vicariato di Santarcangelo, alla Santa Sede e infine ai Malatesta. Divenne sammarinese il 27 giugno 1463 a seguito della sconfitta dei Malatesta. Cesare Borgia per un breve periodo nel 1503 la controllò mettendola sotto un vicario di Rimini.
Lo stemma riporta il disegno di una antica torre rossa che allude al ruolo difensivo svolto dal castello nel passato.

Il nucleo del Castello è stato quasi interamente ricostruito nel rispetto delle caratteristiche medievali del fortilizio. La chiesa di Serravalle, interamente distrutta, era dedicata a Sant’Antonio, ha origini tanto antiche che viene menzionata in una bolla di Papa Lucio II nel 1144. La chiesa attuale è del 1914, con una cappella dedicata alla Madonna. Qui si trova un affresco rinvenuto nel 2007 che, opportunamente restaurato, ha messo in risalto una antica pittura del XV secolo di notevole fattura. Si tratta della Madonna del latte del pittore Bitino da Faenza.



Le strutture presenti sul territorio sono il più attrezzato centro sportivo di San Marino con lo stadio Olimpico, lo stadio del Baseball e il Multi eventi Sport Domus. La frazione di Dogana è sviluppata sotto il profilo industriale e commerciale, confinando con la provincia di Rimini è strategica per gli interscambi commerciali con l’Italia.
Qui si trova un simbolo dello Stato di San Marino che è rappresentato dalla porta d’ingresso alla Repubblica che riporta la famosa frase "Benvenuti nell’antica terra della libertà". La porta di confine è una grande opera progettata dall’architetto Giancarlo De Carlo.



Sono presenti tre grandi centri commerciali ed edifici polifunzionali. Si trovano due grandi aree verdi, il Parco Ausa di Dogana e il Parco Laiala, il Cinema Teatro Nuovo che ospita la stagione teatrale e le altre importanti manifestazioni culturali della Repubblica, la sala Polivalente di Serravalle e il Centro Sociale di Dogana. Le sale da gioco di cui il governo ha acquisito la proprietà vengono mal viste dalla opposizione in quanto si dice che venga praticato il gioco d’azzardo, malgrado gli accordi stipulati con il Governo italiano lo vietino. I residenti di questa frazione hanno chiesto da tempo di costituire un castello autonomo ma il Consiglio Grande e Generale ha sempre bocciato la richiesta.
La frazione di Rovereta
Questa frazione è stata testimone di un evento molto particolare: una vera e propria "guerra civile" nota come i fatti di Rovereta. Era il 1957, il 30 settembre, un comitato di destra occupò abusivamente uno stabilimento vuoto e costituì un governo provvisorio con il riconoscimento degli Stati Unita e dell’Italia che volevano in questo modo inficiare il governo sammarinese in carica. I carabinieri difendevano gli insorti sul lato italiano. La Reggenza costituì una milizia volontaria per far fronte alla situazione, che si sbloccò dopo una decina di giorni.

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