Le Tre Torri


IL PALAZZO PUBBLICO

Terra ospitale e di gente cordiale la Repubblica di San Marino ha un ricco patrimonio architettonico ed artistico, oltre alle Tre Rocche con le loro torri fortificate collegate con muraglie ed intervallate da porte, baluardi e torrioni, si trovano piazze, palazzi, musei e chiese medioevali ricche di opere d'arte. Entro la cerchia delle mura si trova, in una antica piazza, tra le case medioevali tutte in pietra, il Palazzo Pubblico.





Il nome originario del Palazzo Pubblico era "Domus Magna Comunis". La sua costruzione risale al 1380. Il luogo scelto per la sua costruzione si rivelò ben presto inadatto in quanto soggetto al bradisismo che spostava lentamente ma inesorabilmente quella parte di monte. Fu restaurato tre volte: nel 1543, nel 1555 e nel 1562, fino a fargli assumere un aspetto settecentesco, sebbene fosse nato in epoca medioevale. In pieno 1860 a causa delle precarie condizioni anzichè restaurarlo si decise di demolirlo. Dalle antiche stampe fatte prima della demolizione si notano dei pozzi di accesso a grandi cisterne d'acqua (siamo nel XIV secolo) che tutt'ora si trovano sotto la Piazza della Libertà, chiamata dai sammarinesi il "Pianello".
L'incarico di costruire il nuovo Palazzo fu affidato al grande architetto Francesco Azzurri che si ispirò allo stile degli altri edifici comunali affinchè l'aspetto architettonico dello Stato fosse omogeneo. Il lavoro del Nuovo Palazzo del Consiglio terminò nel 1894 e il palazzo fu inaugurato con una sentita orazione del poeta Giosuè Carducci. Il discorso fu pronunciato il 30 settembre 1894.



La facciata è stata ricostruita come era in passato con tre arcate a sesto acuto, al centro c'è un balcone poligonale con ai lati due fineste ad ogiva. Tra gli archi sono stati applicati gli stemmi dei quattro castelli conquistati ai Malatesta: Serravalle, Fiorentino, Montegiardino, Faetano, nell'angolo destro si trova una statua bronzea del Santo Marino, realizzata dal grande scultore Tadolini. I motti trascritti vicino alla statua del Santo sono: "Salvam fac Rempublicam tuam" e "Ave Marine libertatis fondator". E' anche ricordata la signora Felicissima che donò il monte al Santo con il motto: "Felicita-Vale in Deo". Altri stemmi sono quello dei Visconti e quello feltresco arricchito da due aquile di cui una marmorea con la scritta "Guidantonio da Montefeltro - 1334".
La facciata è stata ornata con merli guelfi, cosa molto strana in quanto la Repubblica di San Marino è sempre stata di sicura fede ghibellina, anche la torre è ornata di merli guelfi nelle cui nicchie si trovano le immagini dei santi protettori del paese: San Marino, San Leo e Sant' Agata. Sulla torre si trova un orologio e in cima alla stessa le campane realizzate e fuse a Roma dal Lucenti. In memoria dell'architetto Azzurri è stato realizzato un busto marmoreo da Giulio Tadolini e collocato sotto il portico. Nel 1922 è stato realizzato a Murano un trittico dei tre santi protettori della Repubblica di San Marino che ha sostituito l'originale in ceramica.



Nel 1991 venne deciso il restauro del Palazzo Pubblico, dopo tante lunghe sedute consiliari. Le sale realizzate dall'Azzurri alla fine dell'ottocento erano ormai inadeguate alle nuove esigenze istituzionali, amministrative e parlamentari. Si decise per il restauro adeguato alle nuove necessità e non solo per ragioni simboliche anche se i costi risultarono elevati. Furono migliorate, dall'architetto Gae Aulenti, le fondamenta e le varie strutture portanti, furono realizzate nuove scale e gli ascensori. Grazie all'attento lavoro di restauro e di ripristino delle parti murarie furono portati alla luce numerosi dipinti e affreschi.
L'interno del palazzo è stato recentemente restaurato dall'architetto Gae Aulenti che ha posto in risalto l'origine medioevale di San Marino con bellissime lapidi e ricchi stemmi. L'ingresso è caratterizzato da uno scalone in marmo con una statua dei gemelli Romolo e Remo, nell'atto di essere allattati dalla lupa, con l'iscrizione "Salve Roma caput mondi caput Italia", e una lapide che celebra la vittoria della Repubblica Italiana contro l'Austria.

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