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LA CINTA MURARIA DELLO STATO DI SAN MARINO
La leggenda narra che il Santo Marino sia giunto sulle sponde del Mare Adriatico nel 257 d.C.,
con Leo e altri lapicidi, dalla Dalmazia. L'Imperatore Diocleziano li aveva chiamati per ricostruire
le mura e il porto della città di Rimini danneggiati dalle invasioni barbariche. I due si recarono
sul monte Titano per procurarsi il materiale necessario. Terminato il lavoro il Santo si ritirò
per sempre sul monte fondando una piccola comunità cristiana e utilizzando le pietre per costruire
le abitazioni e le mura di difesa della città.
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Lo Stato di San Marino è circondato da antiche mura fortificate che delimitano il suo perimetro.
Le mura sono oggi in ottime condizioni grazie al lavoro di restauro effettuato negli anni '20
e negli anni '40 sotto la direzione dell'ingegnere Gino Zani. Le cinta murarie sono tre e risalgono
a periodi diversi. La prima cinta si chiama "Cinta della Guaita", dal nome della torre da cui si sviluppa, e risale
al XI-XII secolo. In questo periodo si verificavano nella zona continue lotte tra guelfi e
ghibellini e così questa comunità che era assunto a ruolo di Comune di primaria importanza doveva
difendersi. La cinta si estendeva dalla rupe a destra della Guaita fino alla Porta della Torre
con direzione Nord-ovest.
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La cinta muraria era molto semplice ed austera, le mura erano interrotte da torri quadrate molto alte, con
merli, feritoie e ballatoi. Le torri si suddividevano in due parti: nella parte inferiore vi era un
arco, aperto nella parte interna, e un arco superiore che poveva essere aperto o chiuso, come si vede nelle cinte
posteriori Casino delle Streghe e nella porta di San Francesco. All'interno della cinta muraria
si trovavano le Cisterne dei Fossi, per approvvigionare il paese, restava invece esclusa la pieve
alla quale dovevano accedere tutti e attraverso la quale però anche i nemici avrebbero potuto introdursi
in città.
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Il paese si sviluppava fuori le mura di San Marino in quanto i forestieri non potevano abitare entro le cinta
murarie per ragioni di sicurezza. Fu lo sviluppo demografico a portare in questo periodo alla nascita di
Borgo Mercatale e a rendere pertanto necessaria la costruzione di una nuova cinta muraria per garantire
anche ai nuovi residenti, ormai diventati sammarinesi, protezione e sicurezza. |
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Intorno al XIV secolo
si realizzò un nuovo sistema di mura che partiva dalla rupe del Cantone e arrivava al Palazzo Pubblico fino
alla Rupe, proseguiva poi dalla "Cinta della Fratta" e collegava il castello alla Torre della Cesta
e alla Torre del Montale.
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L'ulteriore crescita della popolazione richiedeva la realizzazione di una nuova
cinta muraria, non realizzabile però a causa delle condizioni economiche dello stato.
Si rafforzò così la cinta esistente, la Guaita e la Cesta, fu utilizzata anche la
"Murata Nuova", cioè le mura del convento dei francescani, e fu realizzata la porta detta
del Locho o di San Francesco.
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Tali mura che collegano la Porta di San Francesco
al Bastione del Macello e alla Porta della Ripa furono chiamate "Mura dell'andata"
Iniziate nel 1441-1451 furono finite nel 1549.
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