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Le opere di Andy Warhol
Le sue opere più famose sono diventate delle icone. Si tratta dei ritratti di divi come
Elvis Presley, Marilyn Monroe, Elisabeth Taylor, Liza Minelli, Michael Jackson, di uomini politici
come Mao Tse Tung, Lenin, John Kennedy, di personaggi pubblici come John Gotti e tanti altri. La
ripetizione era il suo metodo di successo: su grosse tele riproduceva moltissime volte la stessa
immagine, utilizzando delle fotografie, che modificava mutandone i colori (prevalentemente vivaci e
forti). Utilizzò anche capolavori di artisti come Leonardo da Vinci, Paolo Uccello e Piero della
Francesca. In particolare tentò di rivisitare utilizzando la sua particolare tecnica le opere dei
grandi maestri rinascimentali come Leonardo da Vinci da cui ricava il ciclo "The Last Supper" (L'ultima cena).
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Prendendo immagini pubblicitarie di grandi marchi commerciali (famose le sue bottiglie di Coca Cola,
le lattine di zuppa Campbell's, e il detersivo Brillo) o immagini di forte impatto visivo come gli incidenti
stradali - Car Crash - o la sedia elettrica - Electric Chair - riusciva a svuotare d’ogni significato le immagini
proprio perché ripeteva la stessa immagine su vasta scala. Negli stessi anni dipinse la serie dei dollari e
delle zuppe in barattolo. Andy Warhol creò anche alcune sculture in tre dimensioni
di alcuni suoi lavori serigrafici più famosi, ad esempio le scatole di detersivo Brillo ed altri prodotti in scatola.
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Andy Warhol e la musica
Il pensiero artistico di Andy Warhol spaziava in ogni campo. Nel suo percorso artistico ha supportato e
sperimentato anche altre forme di divulgazione, come ad esempio il cinema e la musica, ha prodotto
lungometraggi e film, ha lanciato alcuni gruppi musicali - i Velvet Underground di Lou Reed -, la
cui famosissima copertina dell'album d'esordio, una semplice banana su sfondo giallo, fu realizzata dallo
stesso artista. Collaborò anche con numerosi artisti stranieri, tra cui la cantante italiana Loredana Bertè.
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Andy Warhol e il cinema
Blow Job e Lonesome Cowboys sono alcuni esempi di documentari che ritraggono la cultura gay newyorkese del tempo,
censurati per il loro contenuto furono distribuiti grazie al passaparola dei fans. Si tratta di lavori sicuramente
d'avanguardia. Alcuni di questi film furono
trasmessi al pubblico dopo trent'anni dalla data di realizzazione, in concomitanza con mostre ed antologie del
pittore organizzate in molti musei del mondo. Andy Warhol fu il fondatore della Factory, luogo
in cui giovani artisti newyorkesi potevano trovare uno
spazio collettivo in cui riunirsi e creare le loro opere: qui sono nati o passati per un breve periodo
artisti famosi come Jean-Michel Basquiat e Keith Haring.
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Nel 1965 abbandonò la pittura e cominciò le sue
sperimentazioni con i video-tape.
Nel 1969 diede vita alla rivista "Interview", che da strumento di riflessione sul cinema ampliava i suoi temi
alla moda, all’arte, alla cultura e alla vita mondana. A partire da questa data, fino al 1972, eseguì ritratti.
Come scrittore pubblicò il romanzo "A: a novel" e scrisse la sua biografia dal titolo "La filosofia di Andy Warhol
(Dalla A alla B e ritorno)", pubblicata nel 1975. L'anno seguente espose a Stoccarda, Düsseldorf, Monaco, Berlino e
Vienna. Nel 1972 riprese a realizzare i suoi ritratti mentre nel 1980 diventò il produttore della tv via cavo
“Andy Warhol’s TV”. Espose al Moderna Museet di Stoccolma e produsse il primo film in collaborazione con Paul Morissey.
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Si trattava di "Flash", cui seguirono "Trash" nel 1970, e "Heat" nel 1972.
Nel 1979 il Whitney Museum di New York organizzò una mostra dei suoi dipinti intitolata "Andy Warhol:
Portraits of the 70s". Nel 1982 fu presente alla Documenta 5 di Kassel e nel 1983 espose al Cleveland
Museum of Natural History. Gli fu commissionata la realizzazione del poster celebrativo del centenario del
Ponte di Brooklyn. Nel 1986 si dedicò ai ritratti di Lenin e ad alcuni autoritratti. Realizzò anche alcune
opere con Francesco Clemente e Jean-Michel Basquiat.
Dopo la sua morte, nella primavera del 1988, tutti gli oggetti di sua proprietà furono venduti all'asta
da Sotheby's per finanziare la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts.
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Nel 1989 il Museum of Modern Art di New York lo omaggiò con una imponente retrospettiva mentre i
musicisti Lou Reed e John Cale – membri del gruppo Velvet Underground – fecero uscire nel 1990 un
concept album in suo onore dal titolo "Songs for Drella", in cui analizzavano dettagliatamente il suo pensiero artistico.
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