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LE PORTE DI INGRESSO ALLA VECCHIA CITTA' DI SAN MARINO
La libertà della Repubblica di San Marino era garantita dalla sua milizia che difendeva le mura
che circondavano il piccolo stato e
e le porte di ingresso. La milizia era armata. La terza cinta muraria, quella più esterna, era presidiata
da gruppi di "schiopitieri" collocati presso le porte ed i torrioni. I militari-cittadini dovevano
attenersi alle rigide regole di convocazione, in particolare al rintocco della campana della Guaita
dovevano accorrere alla
adunata generale, agli assenti sarebbe stata inflitta una pena pecuniaria di valore che andava da un carlino
fino ad uno scudo. In casi gravi era prevista
anche la condanna alla prigione, ad esempio per chi fosse stato trovato a dormire durante il turno
di guardia o sprovvisto della propria balestra.
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LA PORTA DELLA FRATTA
Questa porta si trova nella cinta muraria della Fratta. Attraversandola ci si
immetteva nella zona della Fratta che si suddivideva in due parti: una sopra che era
intorno alla Guaita, Cesta e Montale, e una sotto che comprendeva il Cantone, a nord, e
il Convento dei Capuccini, a sud.
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Questa seconda zona era molto importante in quanto doveva essere libera da case e da alberi
per evitare che eventuali attaccanti beneficiassero di ripari e di protezione in caso di attacco.
Il nome deriva dal fatto che era circondata da siepi, da qui il termine "afratata". La porta, con
il trascorrere dei secoli, è stata restaurata ed allargata.
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LA PORTA DI SAN FRANCESCO
La porta di San Francesco si trova nella terza cinta muraria, fu chiamata così
perchè venne ricavata dalle mura del Convento dei Francescani. Inizialmente
era solo un posto di guardia militare, poi venne ampliata fino a diventare il principale
ingresso della città. In quanto ingresso per i viaggiatori ed i mercanti venne migliorata: nel 1451 venne sopraelevata, furono
aggiunti i merli e coperta con un tetto, negli anni seguenti fu arricchita con un piombatoio.
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Sul retro della porta vi sono gli stemmi della Repubblica di San Marino e dei suoi
sempre fedeli alleati, i Montefeltro. Sotto la volta è ancora leggibile una vecchia iscrizione
che impone ai viaggiatori di non introdurre armi in città, con gravi pene per i violatori.
A guardia della porta oggi ci sono gli agenti della Polizia Civile che regolano il traffico.
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LA PORTA DELLA RIPA E DEGLI OMERELLI
Era una porta della terza cinta muraria che consentiva il collegamento con la
parte bassa del paese ed era posta al termine di una mulattiera. Si trovava nella Contrada
Omerelli, contrada che prese il nome dalla prima casa qui costruita da tale Simone de Umirello.
Sopra la porta si trova ancora oggi un torrione, di forma rettangolare, con le artiglierie. A
fianco era collocato un torrione molto piccolo adibito a deposito delle polveri da sparo.
Con le opere di restauro effettuati intorno al novecento la strada è stata trasformata in
un percorso suggestivo che attraversa il bosco porta al Castello di Borgo Maggiore.
La zona è stata rinominata "La costa".
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LA PORTA MURATA NUOVA
Questa porta oggi non è più visibile, fu chiusa nel XVIII secolo per far posto al Teatro
Titano. Oggi è visibile la triplice arcata della Porta della Murata Nuova completamente
ricostruita nel XX secolo. Queste quattro porte costituivano gli unici punti di accesso
alla città protetta da una triplice cinta muraria e da tre torri.
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